Data wiping nelle aziende: quando serve

Il data wiping è una procedura di cancellazione sicura dei dati presenti sui supporti di archiviazione, eseguita con metodi selezionati in base alla tecnologia del dispositivo. Le aziende ricorrono a questa attività prima di restituire, cedere o dismettere computer, server e sistemi storage, per proteggere le informazioni del precedente utilizzatore. Il processo comprende l’identificazione dei supporti, l’esecuzione della cancellazione, la verifica dell’esito e la produzione di un report che documenta le operazioni svolte.

Cos’è il data wiping e perché la formattazione non basta

Il data wiping comprende le procedure di cancellazione che rendono il recupero dei dati da un supporto impraticabile rispetto al livello di protezione richiesto. La normale eliminazione di un file, invece, può limitarsi a rimuovere i riferimenti utilizzati dal sistema operativo per individuarlo. Soprattutto sui dischi magnetici, le informazioni precedenti possono rimanere nelle aree non ancora sovrascritte ed essere recuperate mediante software dedicati.

La formattazione rapida aggiorna le strutture del file system, ma non garantisce l’eliminazione definitiva dei dati precedenti. Anche la formattazione completa non equivale necessariamente a una cancellazione sicura, perché il risultato dipende dal sistema operativo e dal tipo di supporto. Negli SSD, inoltre, la gestione interna della memoria può lasciare alcune informazioni in aree non raggiungibili dalle normali operazioni di scrittura. Per questo la formattazione non sostituisce una procedura di data wiping adeguata al supporto, accompagnata dalla verifica dell’esito.

Quando utilizzare il data wiping nelle aziende

La cancellazione sicura dei dati riguarda soprattutto i dispositivi che cambiano utilizzatore o destinazione e conservano informazioni del precedente proprietario. Il trattamento assume particolare rilievo quando le apparecchiature escono dal controllo dell’organizzazione. Tra i casi più frequenti rientrano:

  • sostituzione o aggiornamento dei computer aziendali, con dispositivi destinati al recupero o alla reimmissione sul mercato;
  • restituzione a fine leasing o rientro di apparecchiature noleggiate;
  • riassegnazione interna a un altro dipendente, reparto o sede, quando il nuovo utilizzatore non deve accedere alle informazioni precedenti;
  • cessione a terzi, vendita o donazione di dispositivi ancora utilizzabili;
  • dismissione di server, sistemi storage o workstation ritirati dall’esercizio.

I supporti aziendali possono contenere documenti contrattuali, dati dei clienti, credenziali di accesso, copie di database e corrispondenza interna. La consegna di un dispositivo con informazioni ancora recuperabili può esporre questi contenuti a persone non autorizzate, compromettendo la riservatezza dei dati personali e del patrimonio informativo dell’impresa. Anche durante la riassegnazione interna, il data wiping permette di separare le informazioni del precedente utilizzatore da quelle destinate al nuovo dipendente o reparto.

Come funziona il data wiping

Il processo parte dall’identificazione del supporto, attraverso informazioni come marca, modello, capacità e numero seriale. Questi dati collegano ogni operazione a un dispositivo specifico. La scelta della procedura dipende dalla tecnologia di memoria, dalle condizioni del supporto e dal livello di protezione richiesto. Gli hard disk magnetici possono essere trattati mediante sovrascrittura software, mentre per gli SSD si possono utilizzare funzioni di sanitizzazione supportate dal controller o, in condizioni appropriate, la cancellazione crittografica. Il processo si conclude con il controllo dell’esito e la relativa documentazione.

MetodoCome agisceEsito per il supporto
Sovrascrittura softwareScrive nuovi dati sulle aree logicamente accessibiliSupporto generalmente riutilizzabile
Sanitizzazione tramite dispositivoUtilizza comandi supportati dal controller per cancellare i datiSupporto riutilizzabile se la procedura ha esito positivo
Cancellazione crittograficaRende indisponibili le chiavi necessarie a decifrare i datiSupporto generalmente riutilizzabile
DegaussingApplica un campo magnetico intenso ai supporti magneticiSupporto reso inutilizzabile
Distruzione fisicaDistrugge fisicamente il supporto attraverso un trattamento dedicatoSupporto non riutilizzabile

La scelta del metodo incide anche sulla destinazione dell’hardware. Le procedure software e la cancellazione crittografica, quando applicabili e verificate, consentono di conservare la funzionalità del supporto. Il degaussing riguarda invece i dispositivi magnetici e non è adatto alle memorie flash. Per i supporti danneggiati o non cancellabili in modo affidabile si può ricorrere a un trattamento non reversibile, come la distruzione fisica, rinunciando al riutilizzo del componente per proteggere le informazioni memorizzate.

Sovrascrittura dei dati sugli hard disk HDD

La sovrascrittura di un hard disk magnetico consiste nella scrittura di nuovi dati sulle aree logicamente accessibili del disco, sostituendo le informazioni precedenti. Il software può controllare il risultato rileggendo i settori trattati e confrontandoli con il contenuto previsto dalla procedura. Gli schemi storici con numerosi passaggi di sovrascrittura non garantiscono automaticamente una protezione superiore sui dischi moderni. Il metodo e il numero di passaggi vengono definiti considerando le caratteristiche del supporto e il livello di sanitizzazione richiesto.

Il limite principale riguarda le aree che il sistema non riesce a indirizzare. I settori difettosi o riallocati dal controller possono rimanere esclusi dalla sovrascrittura logica e conservare informazioni residue. Quando un disco presenta anomalie che compromettono l’accesso ai dati o la verifica del risultato, la valutazione tecnica orienta la scelta verso un trattamento alternativo, come il degaussing o la distruzione fisica.

Cancellazione sicura dei dati su SSD e memorie flash

Negli SSD il controller distribuisce le scritture tra le celle di memoria per limitarne l’usura, attraverso il meccanismo del wear leveling. Durante l’utilizzo vengono inoltre riallocati blocchi e gestite aree non direttamente accessibili al sistema operativo. Una sovrascrittura degli indirizzi logici può quindi lasciare informazioni residue in celle che il software non raggiunge. Uno studio sulla cancellazione dei dati negli SSD ha documentato questi limiti e le differenze tra alcune implementazioni dei comandi di sanitizzazione.

Per la cancellazione sicura degli SSD si possono utilizzare funzioni gestite direttamente dal controller, come i comandi ATA Secure Erase e NVMe Sanitize, quando supportati dal dispositivo. Queste procedure agiscono attraverso meccanismi interni al supporto e possono raggiungere aree non accessibili mediante una normale sovrascrittura logica. L’efficacia dipende dal comando disponibile, dal firmware e dalle condizioni dell’unità. La verifica considera quindi gli indicatori restituiti dal dispositivo e i controlli previsti dal metodo applicato.

La cancellazione crittografica utilizza un principio differente: rende indisponibili le chiavi necessarie a decifrare i dati memorizzati. Il metodo è applicabile quando il supporto dispone di una cifratura adeguata e tutte le informazioni da proteggere sono effettivamente coperte dalla cifratura. Il controllo riguarda anche la configurazione del dispositivo e la gestione delle chiavi, oltre all’esito dell’operazione.

Verifica e report della cancellazione dei dati

La verifica consente di accertare se la procedura ha raggiunto il risultato previsto. Nella sovrascrittura software può comprendere la rilettura dei settori trattati, mentre per i comandi di sanitizzazione e la cancellazione crittografica si utilizzano i controlli disponibili per il dispositivo e per il metodo applicato. Le linee guida NIST SP 800-88 Rev. 2, pubblicate nel 2025, forniscono un riferimento tecnico per organizzare la sanitizzazione dei supporti in base alla sensibilità delle informazioni, includendo la scelta delle procedure e la verifica dei risultati.

Il report di cancellazione documenta il trattamento del singolo supporto. Nei nostri interventi utilizziamo strumenti dedicati e, quando previsto dal progetto, generiamo un report PDF con le informazioni disponibili sull’attività eseguita. Il documento può comprendere:

  • identificativo del supporto, con marca, modello, capacità e numero seriale;
  • procedura applicata e strumento utilizzato, con eventuale livello di sanitizzazione;
  • data e ora dell’operazione e della verifica, quando disponibili;
  • esito della procedura, eventuali errori rilevati e risultato dei controlli.

Quando il trattamento riguarda dati personali, la cancellazione contribuisce alle misure di sicurezza adottate dall’organizzazione in relazione ai rischi previsti dal Regolamento (UE) 2016/679. Il GDPR richiede misure tecniche e organizzative adeguate, senza prescrivere uno specifico software di data wiping. La documentazione delle operazioni aiuta l’azienda a dimostrare le misure adottate per proteggere le informazioni presenti sui dispositivi.

Il report tecnico registra il trattamento eseguito e il relativo esito. Quando previsto, possiamo rilasciare un certificato di cancellazione associato al supporto trattato, con i riferimenti identificativi e le informazioni sull’operazione. Questo documento attesta le attività svolte secondo la procedura applicata; un’eventuale certificazione indipendente del processo costituisce invece una verifica distinta.

Data wiping e riutilizzo degli asset IT aziendali

La cancellazione sicura e documentata dei dati permette di preparare al riutilizzo i dispositivi informatici che conservano caratteristiche tecniche adeguate. Un computer o un server sottoposto a una procedura di sanitizzazione verificata può essere ricondizionato, riassegnato o reimmesso sul mercato, mantenendo parte del proprio valore residuo. Quando un supporto non può essere cancellato in modo affidabile, la valutazione tecnica può indirizzarlo verso un trattamento non reversibile, mentre le altre componenti del dispositivo possono essere esaminate per un eventuale recupero.

In MGK Tech integriamo la cancellazione sicura dei dati nelle attività di IT Asset Disposition, seguendo gli asset informatici dalla presa in carico fino alla verifica tecnica e alla definizione della destinazione. Organizziamo gli interventi in base alla tipologia dei dispositivi, alle condizioni dei supporti e alle esigenze concordate con il cliente. Le attività comprendono:

  • censiamo i dispositivi presi in carico, identifichiamo i supporti di memoria e verifichiamo i numeri seriali disponibili;
  • eseguiamo la cancellazione software con BitRaser sui supporti compatibili e funzionanti, applicando la procedura concordata con il cliente e producendo il relativo report PDF;
  • verifichiamo le condizioni dell’hardware attraverso attività di testing e grading, individuando i dispositivi idonei al riutilizzo, al ricondizionamento o al remarketing;
  • per i supporti che non possono essere cancellati in modo affidabile tramite software, definiamo con il cliente il trattamento alternativo, che può comprendere degaussing o distruzione fisica.

Possiamo eseguire gli interventi di cancellazione anche onsite, presso la sede del cliente, utilizzando le nostre attrezzature tecniche. Durante il progetto documentiamo l’identificazione dei supporti, le operazioni svolte e i relativi risultati. Per gli asset non recuperabili che devono essere destinati alla gestione RAEE, ci avvaliamo di operatori autorizzati, mantenendo la tracciabilità della destinazione prevista.

Attraverso la cancellazione documentata e la verifica delle apparecchiature aiutiamo le aziende a proteggere le informazioni presenti sui supporti e a recuperare il valore dell’hardware ancora utilizzabile. I dispositivi che superano i controlli tecnici possono essere destinati a un nuovo ciclo d’impiego, al ricondizionamento o alla reimmissione sul mercato attraverso i nostri canali di valorizzazione.